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Forse anche voi avrete notato che i punkabbestia (si scrive così? li posso chiamare così?) che allietano la zona universitaria tendono a dare ai loro animali dei nomi propri atti a épater les bourgeois, per così dire. Qualche esempio: Ebola [ebbbola], Roccia, Infezione. Sono certo che fra via Zambòni, via Petròni e piazza Verdòni scorazzano anche Rave, Merda e Sarcoma di Kaposi. Alla faccia vostra che a casa date la pappa a Black e Argo.
Ho qui sottomano un volantino che ho preso in via Belle Arti: “ SMARRITA FEMMINA DI PITBUL MARRONE SCURO – NOME ‘BOTTA’- LAUDA [sic] RICOMPENSA- TEL 338… O TEL.CANILE”. Premetto che sono un reazionario livoroso, che in queste cose ci casco sempre, e mi chiedo se la ricompensa consisterà in un coro di francescani a domicilio, e se “tel. canile” vuole suggerire la possibilità che sia io a chiamare il canile per vedere se per caso ce l’hanno loro, Botta.
Nelle culture occidentali il sesso è generalmente considerato qualcosa di pericoloso, distruttivo, negativo. In realtà, non proprio tutto il sesso, non proprio tutti i tipi di pratiche erotiche e sessuali. No, un tipo di sesso si salva; quello eterosessuale, all'interno del matrimonio, monogamo, finalizzato alla riproduzione, in privato, tra individui della stessa età, e che non prevede l'uso di oggetti, compensi in denaro, posizioni altre da quella del cosiddetto "missionario", o un numero di persone diverso da due.
Sapete, ho un sospetto. Credo che questo tipo di sesso non esista. Altrimenti il conto dei morti per noia salirebbe alle stelle.
In ogni caso, potremmo anche considerarci al di là del bene e del male e ignorare le condanne morali, ma questo sesso, quello bello, buono, normale, giusto, naturale, sacro, è anche l'unico che si salva dalla condanna legale. Tranquill*, non scriverò niente a riguardo del matrimonio gay, e non farò nemmeno una disquisizione sulle problematiche relative alla legiferazione delle Nazioni su corpi e desideri. A quello magari ci penserà la nostra Stefy. O i radicali.
*********** C'era una volta..... **********
.....nel lontano 1990, tra le nebbie inglesi, un gruppo di maschietti, 15 per la precisione, vengono arrestati. Il più cattivello viene condannato a 4 anni e mezzo.
Questo il risultato di una massiccia operazione di polizia, nome in codice "Spanner". Ma cosa avevano fatto questi ometti? Risposta: avevano praticato attività erotiche sado-maso.
Tutti erano pienamente consenzienti. Nessuno ebbe lesioni gravi, nemmeno tali da giustificare l'attenzione di un medico. Ogni attività venne condotta in privato. La polizia non ricevette nessun tipo di segnalazione o lamentela.
Il sesso S/M è molto una questione di “scena”. Non implica cioè livelli di violenza (né produce lesioni) più grandi di quelle a cui si va incontro in molte pratiche sportive.
Questa che vi ho raccontato è solo una vicenda, ma non è l’unica. Eppure la Legge è così. Il loro ragionamento si basa sul fatto che un soggetto che si dedica a pratiche sado-maso non è mai consenziente. Non lo può essere, perché è malato di mente e dunque incapace di intendere e volere.
I pugili invece sono tutte delle cime.
Al cospetto di tali disgraziate considerazioni pochi sono davvero innocenti. Tanto meglio: se lo fossimo, chi ce le darebbe le sculacciate?
I
Caro Giuseppe d’Arimatea,
Vi scrivo per cercar ragione di alcune questioni che mi si son poste in questi giorni tormentati. So che siete alquanto impegnato presso la comunità degli Esseni alla ricerca del Simbolo e non vorrei turbar le meditazioni vostre con tediosi dubbi su questioni superficiali che tuttavia ottenebrano l’animo mio. Camminando per le vie alte dell’antica Gerusalemme m’accadde d’iniziar una seria meditazione su una questione tanto vana quanto mutevole e quindi altrettanto irrisolvibile: le gioventù della nostra terra. In quest’eta romana già s’avverte la decadenza dei mores, la flaccidità dei contenuti profondi di ricerca degli uomini, la loro ingorda materialità e l’assenza di lucidità e volontà. Signore nostro perché questo? Sia fatta la tua volontà. Nei giorni in cui a Cafarnao si vociferava di un certo Lazzaro restituito alla vita grazie all’uso di cellule staminali, Dio con un prodigio mi mostrò – assai costernato- il futuro dei sui figli, miei fratelli. La visione mostrò chiaramente orde di giovani che si dimenavano senza senso, rintronandosi e nulla vedendo della gloria del Signore e di quella dell’Uomo, blateravano in idiomi sconosciuti. Progenia di gomorra: “bella storia, cista, out, in, cheap” e altre strane parole di demonio, bestemmie, organi genitali ogni parola,…ed in fondo non dicevano mai nulla, discorsi senza logica e senza spirito, ma forse era solo un avanguardia dell’oscurità della Geena che tutti ci aspetta. Sempre questi giovani passavano i giorni in templi (atopici luoghi totalizzanti) a consumare e comprare oggetti, obesi di monili e gingilli, all’ingrasso di capi d’abbiliamento, ad urlare con violenza in circhi massimi. Divoratori di immagini confezionate, vitelli d’oro a profusione tramite macchine per comunicare dove i colori si mischiavano con quelli artificiali dei veleni che essi ingurgitano per non vedere rivelata la propria essenza, si vile da neanche dirsi decadente. Velocità ed abuso, superficie e moda, rumore e decadenza, schiavi della Macchina e devoti servitori di un Dio violento ed episcopale, Semidei senza preservativo. Chi sono questi giovani? Possano le menti lucidedella terra illuminarci con la conoscenza e con la parola del Signore. Così è scritto
Eugenetica. Il termine è tornato a circolare di recente, usato criticamente – e non sempre a torto - in relazione ai problemi etici aperti dall’ampliarsi del campo delle tecniche genetiche, per esempio da una parte di coloro che ritengono pericoloso il loro affidamento alle pure dinamiche del mercato. Nella provincia italiana però è riapparso sotto forma di accusa verso coloro che avversano la famigerata legge 40 che norma la procreazione medicalmente assistita. Senza addentrarmi nelle particolarità di questa legge (anche per mancanza di competenze specifiche), sarebbe interessante fare qualche verifica sulla pertinenza di tale accusa.
Un certo C.B. Davenport, uno scienziato americano vissuto a cavallo tra XIX e XX secolo esperto di botanica e zoologia, passa per essere il padre della disciplina, ma sia il terreno teorico sia le prime pratiche eugenetiche sono europee (soprattutto francesi, tedesche ed inglesi, ma effettuate anche in Svezia tra le due guerre) ed affondano le radici nel darwinismo sociale e nella teoria biologica e antropologica della degenerazione, contemporaneamente effetto e giustificazione della colonizzazione della seconda metà dell’Ottocento. Nella sua parabola storica, che va all’incirca dal Colonialismo fino ai campi nazisti, la pratica e la teoria eugenetiche mostrano almeno due caratteristiche essenziali e comuni: a) sono prescrittive, cioè sempre disposte dallo Stato ai soggetti della sua giurisdizione; b) sono correttive in un senso particolare, cioè mirano a ricondurre artificialmente a qualcosa come una natura, un’omogeneità, un’identità naturali minacciate da individui o gruppi biologicamente dannosi e contagiosi, la cui esistenza è interamente definita in base alla loro vita biologica. I metodi eugenetici più usati sono stati la sterilizzazione e l’uccisione diretta, che i nazisti chiamavano “eutanasia”, delle vite non degne di essere vissute e delle razze pericolose e contaminanti. In ogni caso, le pratiche eugenetiche non venivano mai scelte dagli individui cui si applicavano: non c’erano soggetti dell’eugenetica ma solo soggetti all’eugenetica.
Queste sono considerazioni anche banali e grossolane, ma non per questo vanno ignorate: la decisione di avvalersi delle tecniche per la procreazione assistita è appunto una scelta; la diagnosi dell’embrione prima del suo impianto non è tesa a selezionare la razza o a ricondurla ad una supposta perfezione originaria. Sarebbe molto meglio fare un uso più serio del termine.
Ma allora, al di là del campo bioetica, non ci sono proprio più tracce di un tale paradigma, certo storicamente trasformato e mediato, sicuramente non sovrapponibile all’eugenetica “pura”? Il massimo custode ed interprete della dottrina che ha manifestamente ispirato la legge 40 ha pronunciato pochi giorni fa queste parole: «l’embrione umano è soggetto identico all’uomo nascituro e all’uomo adulto che se ne svilupperà ». Non voglio certo sostenere che il Santo Padre sia un nazista, ci mancherebbe (tra l’altro la Chiesa era stata uno dei pochi ad opporsi ai programmi eugenetici), ma sottolineare le pieghe inquietanti che possono essere prese dalla dottrina cattolica in rapporto alle più recenti tecniche scientifiche; non è inquietante far coincidere “nuda vita”, in senso biologico, e “forma di vita”, quale dovrebbe essere una soggettività autonomamente costruita (economica, sociale, politica, sessuale…)? E ancora, non si può vedere nell’atteggiamento verso l’immigrazione - con i suoi centri di “permanenza” temporanea, i suoi flussi regolati, i discorsi sulla salvaguardia dell’identità – uno schema fatto di isolamento dell’elemento patogeno, immissione regolata e minima, immunizzazione e rafforzamento conseguente del corpo principale (nazionale). Per non parlare del concetto di guerra preventiva, in cui la terminologia medica è esplicitamente adottata e la conservazione di sé è in rapporto dialetticamente necessario con l’annientamento altrui.
Forse queste categorie possono
fornire un’interpretazione più feconda dei alcuni fenomeni, più di altre più
classicamente politiche.
**********LOG***********
BoyGeorge:
no.
********END LOG********
No no, decisamente no. Sei
maschio o femmina? No, spiacente caro, non lo sono, non stasera.
Carina come risposta ma più
spesso non ci viene data possibilità di scelta.
Quando ci registriamo su Splinder
(come su qualunque altro sito) ci troviamo davanti un menù con le 2 solite
portate: "maschio\femmina". Che noia mortale. Sì proprio mortale
perchè uccide chi è in mezzo, uccide chi è oltre, uccide chi è prima, di
"maschio\femmina". Qualcun* potrebbe credere che sia facile
rispondere alla domanda "Sei emme o effe?" "Guardati in mezzo
alle gambe, cretino!". Cretino sarai
tu, che non sai che in mezzo alle cosce del mondo si nascondono tesori che non
possono finire in due sole categorie; in
mezzo ai desideri, poi!, si nascondono ancor più immensi tesori. Eppure no, ci
viene ricordato ogni giorno, ogni web, che siamo emme o effe.
Considerazioni scontate queste
mie. Eppure non mi stanca ripeterle perché quello che mi muove è una forza
molto semplice che si chiama rabbia.
Vi sembrano stronzate da film di fantascienza
porno? Allora fate un semplice esercizio: la prossima volta che siete in un
locale pubblico, visto che dovrete andare in bagno per forza perché fuori c’è
meno 10 e voi volete fumare, entrate nella toilette “sbagliata”. E postate qui i risultati di questo
esperimento, mi interessano.
"Metti la crocetta,
cretino!". Non siamo noi che mettiamo la crocetta, ecco la triste verità.
Sono le crocette che vengono messe su di noi, come marchi a fuoco per le
bestie, come tacche sul calcio di un fucile.
"Ecco: ho fatto fuori
un'altra checca!". - Esclamò Daddy.
Vennero dei saggi nel tempio di Gerusalemme. Essi parlavano di mercanti che fumavano nel tempio e di come il lor fumo influiva sulla sacralità dell’ambiente e sulle cattive vibrazioni da esso emanate. Discutevano da ore sulle punizioni che le scritture presentavano per questa grave violazione quando un giovane ieromonaco si avvicinò agli anziani. “Mi chiedo, o saggi, come mai dibattete tanto e vi infiammate per questo male? In sogno mi venne rivelato che la terra, splendida Gaia, un giorno nel futuro sarà percossa da nere nubi emesse da mostri d’acciaio, fumi tossici più temibili del veleno dei serpenti del deserto, le acque verranno inondate da veleni più potenti della cicuta, e la natura cambierà forma e le bestie muteranno, orribili prodigi figli, già non del demonio ma dell’uomo stesso e le parole verranno storpiate e babele sorgerà in cento mille città. Diranno è per la loro libertà e per la loro salute. E si vieteranno loro di morire, per poi uccidersi lo stesso portando ogni forma di vita con sé. Oggi è gia tardi iniziare a cambiare”.
Confusi lo scacciarono accendendo dell’incenso per scacciare il terribile odore di tabacco non aromatizzato.
Dalla Cisgiordania, Natale. Acquisti. Capodanno. Bagordi. La befana ed i saldi. Si consiglia l’ottimismo per questo nuovo anno numero 2005, ci saranno periodi di ferie più lunghi quest’anno. Ce lo dice il Tg2. Qua in Galilea si respira un’aria frizzante in attesa dei risultati delle elezioni politiche del nove Gennaio, anche se solo i semiti di Samaria possono esprimere il proprio voto. Pare che a Gaza Hamas punterà sull’astensionismo. Ma nulla importa: il successore di Arafat, mr. Abbass (per gli amici Abu Mazen), già partecipe in azioni spettacolari come il massacro degli undici atleti israeliani a Berlino, è destinato a fare razzia di voti nella roccaforte dei gruppi islamici. Il suddetto fatto che coinvolge il potenziale successore del rimpianto Arafat, pare sia tornato a galla negli ultimi giorni e rievocato con un certo compiacimento dall’Immortale G. Andreotti, abbia creato lo scompiglio in molti ambienti del parlamento Europeo che hanno urlato immancabilmente al terrorismo, dimenticando che il premier d’Israele oltre che avere il nome di un famoso detersivo ha contribuito al massacro migliaia di persone in Libano ed indirettamente di altrettanti morti nelle terre di Palestina. C’è confusione amici miei. Personalmente ho provato a seguire il candidato più interessante di queste elezioni: Barghouti. Che non è il Marwan, che sta in prigione e un giorno si uno no appoggia Abu Mazen, e non è nemmeno il cognato di Maria Maddalena. L’ultimo comizio lo ha fatto ieri in una cella del Russian Compound davanti ad alcune guardie ubriache yemenite. Libere elezioni hanno dichiarato in coro al parlamento di Tel Aviv. Certo. Perfino io non sono riuscito a raggiungere Betlemme per il compleanno quest’anno. La mia Id card era scaduta. “Sporco palestinese” mi ha detto una guardia della sicurezza alta e bionda con la pelle, una volta color latte, rovinata dal sole del Negv. Libere elezioni. “Andatevene tutti” incalza quello forte del suo Ak-47 “ quando Sion risplenderà, il messia potrà finalmente scendere sulla terra”. Tutta la sera mi sono chiesto se scherzasse. Processo di pace deve significare una bestemmia per esseri come costui. Se ci fosse ancora Mosca (avete capito quale) almeno qualcuno appoggerebbe il movimentista Mustafa Barghouti, a parte Luisa Morgantini e una bella fetta di gruppi no-post-altermondialisti. Ma forse bisogna fare spazio alla realpolitik, alle soluzioni di comodo, all’unilateralità stelle strisce. Si chiuda l’Intifada e si torni tutti a casa. Miracoli in questa terra non ne accadono mai, servirebbe un intervento divino. Qua, comunque, si può continuare a fumare in sala operatoria.
Sembrerò monomaniaco, e in effetti lo sono. Leggo su Repubblica di oggi: “ Codacons, Lega Tumori, Sitab e Aria Pulita non si limiteranno a brindare all’entrata in vigore della nuova legge: insieme a Miss Universo Silvia Ceccon e gli Smoke-Busters [sic], armati con tanto di estintori e pistole ad acqua, andranno in giro per i locali per vigilare sulla concreta attuazione della normativa. Non solo, il Codacons annuncia che come sacrificio in onore del ministro Sirchia verrà simbolicamente distrutta una tonnellata di sigari e sigarette”.
Avevo tentato di prenderla per il giusto verso, tipo OK, finisce un’epoca, tra qualche decina d’anni le immagini di osterie caliginose ci faranno sorridere inteneriti come quando ora vediamo foto dei cinema con le persone che fumano. Ma questi toni da ridicola crociata hanno dissipato le romanticherie, e mi stanno facendo molto arrabbiare. Perché la Lega Tumori non ricorda al Sirchia che ci sono innumerevoli altre sostanze supernocive sulle quali si sa poco o nulla, io per primo? Forse perché un facile bersaglio come i fumatori cattivi che appestano la buona aria pulita distoglie l’attenzione da problemi un poco più complessi e che sarebbe molto più annoso affrontare. Tra l’altro nonostante leggi e campagne i fumatori continueranno a fumare, e si potrà continuare a fare le finanziarie con gli aumenti delle sigarette. Non vorrei scadere nella retorica, anzi, ci sono già scaduto; voglio aggiungere che mai come ora mi è dispiaciuto non essere un nonfumatore per sostenere queste posizioni senza attirare su di me l’accusa di essere il solito italiano recalcitrante alle leggi e ai vincoli. Ma purtroppo fumo accanitamente, e quindi non posso permettermi queste sottigliezze. E dunque, anche in onore al nome che porto, se incontrerò uno smoke- buster non esiterò ad imbracciare il lanciarazzi, e se Silvia Ceccon si parerà sulla mia strada con la pistola ad acqua la finirò con una sventagliata di mitragliatrice. Perché in fondo è vero che noi fumatori siamo maleducati e violenti.
Qualcuno si rassegnerà a farsi venire il mal di testa sotto i funghi riscaldanti, qualcuno resterà a casa sospirando a bersi una Moretti da 66, qualcun'altro, forse, smetterà. Ma mi piace pensare che lunedì 9 tutti saranno nel loro locale d'elezione a fumare a tutto spiano davanti a una birra per l'ultima volta. In barba ai salutisti gongolanti.