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COME FUNZIONA IL PARTITO DEMOCRATICO?
PARTE PRIMA: LA SICUREZZA.
Qualche settimana fa non mi ricordo chi scriveva sul Corriere – forse Sergio Romano, una cosa così – che il PD sta suscitando un sacco di discussioni futili su candidature e nomenclature ma purtroppo pochissime discussioni politiche. Bene, cerchiamo di prendere sul serio anche il PD...
Per farlo penso che si debba saltare un certo numero di questioni legate all’organizzazione, alle fusioni e alle scissioni e esaminare un po’ i discorsi che attraversano questa nuova macchina politica. La prima cosa che colpisce la mia attenzione è un’affermazione, un enunciato che circola un po’ dappertutto tra dirigenti, “intellettuali”, giornalisti, sindaci, militanti del PD: la sicurezza non è di destra né di sinistra. Ora, mi sembra che il caso dell’ordinanza fiorentina contro i lavavetri sia un punto privilegiato per capire la politica del PD, tenendo conto che si tratta di un provvedimento che viene da un comune amministrato da un sindaco molto noto di centrosinistra, e si sa quale peso abbiano i sindaci nella nascita del PD (il “candidato” è un sindaco, Cofferati sindaco di Bologna aveva anticipato di un paio d’anni la questione).
Se ho ben capito ciò che viene contestato ai lavavetri non sono che “comportamenti aggressivi” e disturbo del “decoro” cittadino, in altri termini: una minaccia alla sicurezza. E allora, che cos’è questa sicurezza? Nonostante alcune teste fini del PD giochino a scambiare tra di loro “legalità” e “sicurezza”, non si tratta affatto della stessa cosa. Non mi risulta che il codice penale punisca dei comportamenti pericolosi, degli atteggiamenti aggressivi, delle deviazioni dal pubblico decoro. Il codice penale punisce degli atti che infrangono una barriera tra lecito ed illecito, o almeno questa è la sua storica tendenza (sulle trasformazioni del diritto penale nel senso di un progressivo spostamento dalla punizione dell’atto alla punizione-correzione della personalità che lo compie ci sarebbe da dire assai, ma non adesso, anche perchè non ne sarei in grado su due piedi). Infatti non è una legge che punisce i lavavetri ma un’ordinanza, un provvedimento amministrativo che eventualmente per avere forza-di-legge poggia su una curiosa capriola del codice penale, il cui articolo 650 punisce chi non rispetta le ordinanze... Visto che non possiamo punire legalmente un comportamento fuori dalla norma cerchiamo di farlo rientrare nel campo della legge passando dalla porta di servizio – ma nonostante tutto quello che si punisce è l’atto di non rispettare l’ordinanza, non il comportamento aggressivo.
Ieri il ministro degli interni Amato, che non è scemo, ha rilasciato questa incredibile dichiarazione: “Ho apprezzato l’iniziativa di Firenze: è giusto creare un clima di legalità anche nelle piccole cose perchè questo contribuisce a far sentire più sicuri i cittadini”.
La legalità è una cosa, la sicurezza “nelle piccole cose” è un’altra, completamente diversa, che rientra nel campo dell’ordine, della norma, della regola di condotta. E punire le condotte è pericolosissimo.
Ma dato che la sinistra è la sinistra e non è la destra, la differenza deve pur stare da qualche parte se non sta nella sicurezza, che non è di destra né di sinistra. Ecco, sta nel fatto che dietro ai lavavetri che vediamo c’è un segreto, un misterioso racket “inventato” dal sindaco di Bologna: noi brava gente solidale di sinistra vogliamo salvare i lavavetri dal racket! Risultato, la sinistra, cioè quella parte che sta al governo ma non confluisce nel PD, ha anche lei la sua soluzione: ma bisognerà allora ben colpire questo racket (“inventato”) e lasciar stare i poveracci, o come dice il Presidente della Camera in linguaggio cristiano, gli “ultimi”. Applausi.
Si diceva di Berlusconi che aveva dichiarato guerra ai magistrati, che minacciava l’indipendenza del potere giudiziario e dello Stato di Diritto. Può darsi che non fosse una vera guerra ma piuttosto un regolamento di conti, un modo perchè gli “affari” di qualcuno non venissero disturbati. Il fatto è che coloro che gridavano allo scandalo ieri sono gli stessi che oggi invocano la sicurezza, che è inevitabilmente illegale. Il PD va alla guerra?
