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I
Caro Giuseppe d’Arimatea,
Vi scrivo per cercar ragione di alcune questioni che mi si son poste in questi giorni tormentati. So che siete alquanto impegnato presso la comunità degli Esseni alla ricerca del Simbolo e non vorrei turbar le meditazioni vostre con tediosi dubbi su questioni superficiali che tuttavia ottenebrano l’animo mio. Camminando per le vie alte dell’antica Gerusalemme m’accadde d’iniziar una seria meditazione su una questione tanto vana quanto mutevole e quindi altrettanto irrisolvibile: le gioventù della nostra terra. In quest’eta romana già s’avverte la decadenza dei mores, la flaccidità dei contenuti profondi di ricerca degli uomini, la loro ingorda materialità e l’assenza di lucidità e volontà. Signore nostro perché questo? Sia fatta la tua volontà. Nei giorni in cui a Cafarnao si vociferava di un certo Lazzaro restituito alla vita grazie all’uso di cellule staminali, Dio con un prodigio mi mostrò – assai costernato- il futuro dei sui figli, miei fratelli. La visione mostrò chiaramente orde di giovani che si dimenavano senza senso, rintronandosi e nulla vedendo della gloria del Signore e di quella dell’Uomo, blateravano in idiomi sconosciuti. Progenia di gomorra: “bella storia, cista, out, in, cheap” e altre strane parole di demonio, bestemmie, organi genitali ogni parola,…ed in fondo non dicevano mai nulla, discorsi senza logica e senza spirito, ma forse era solo un avanguardia dell’oscurità della Geena che tutti ci aspetta. Sempre questi giovani passavano i giorni in templi (atopici luoghi totalizzanti) a consumare e comprare oggetti, obesi di monili e gingilli, all’ingrasso di capi d’abbiliamento, ad urlare con violenza in circhi massimi. Divoratori di immagini confezionate, vitelli d’oro a profusione tramite macchine per comunicare dove i colori si mischiavano con quelli artificiali dei veleni che essi ingurgitano per non vedere rivelata la propria essenza, si vile da neanche dirsi decadente. Velocità ed abuso, superficie e moda, rumore e decadenza, schiavi della Macchina e devoti servitori di un Dio violento ed episcopale, Semidei senza preservativo. Chi sono questi giovani? Possano le menti lucidedella terra illuminarci con la conoscenza e con la parola del Signore. Così è scritto
