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LA FEDE DI FASSINO E LA STRUTTURA DEL DOPPIO DINIEGO
"L'imperativo cui il servo deve obbedire consiste nella seguente formula: sii il mio corpo al posto mio, ma non farmi sapere che il corpo che tu sei è in realtà il mio corpo."
Judith Butler
Alcuni giorni fa Piero Fassino, il segretario del più grande partito della sinistra italiana, in un'intervista alla radio ha reso nota la sua fede religiosa, e nello specifico cattolica. Parlandone, Fassino ha ricordato di essere cresciuto all'interno di una istituzione educativa gesuitica, quasi contrapponendo questo fatto alla recente situazione dei rapporti pericolosi tra il clero cattolico e la politica. Come tutti sappiamo, in Italia è in atto un fenomeno, ancora largamente incompreso e forse incomprensibile, di massiccia presenza politica della Chiesa Cattolica, dal referendum del giugno scorso alle recenti prese di posizione sull'incostituzionalità dei Pacs fino alla condanna dei politici che sostengono la possibilità dell'aborto. E' certamente banale ricordare l'opportunismo implicito nel segnalare la propria fede in un simile contesto - in cui per altro le accuse di anticlericalismo si attribuiscono con una impressionante faclità - ma questo non significa che sia meno vero. Più interessante è comunque notare come il segretario sinistrorso ha cercato di far passare questo suo (non richiesto, sempre secondo lui) annuncio come un atto di indipendenza e quasi di coraggio. E' questo il funzionamento del doppio diniego tipico di un'istituzione sociosimbolica come la Chiesa Cattolica: dapprima il soggetto viene posto, creato come una proiezione dell'istituzione, e in un secondo tempo questo suo statuto di soggetto costituito simbolicamente deve essere negato per fornirgli una falsa autonomia. In questo modo il soggetto è tanto più assoggettato quanto più percepisce (erroneamente) se stesso come libero, e a questo si deve aggiungere una proliferazione degli effetti, considerando che il soggetto in questione è a sua volta il rappresentante di un'altra, seppr meno potente, istituzione sociosimbolica.
Allargando il siscorso si potrebbe notare come la sinistra italiana, e lo si è visto macroscopicamente nel giugno scorso, elabori in una falsa autonomia delle finte posizioni di opposizione rispetto alla matrice che la tiene costantemente e senza sforzo in uno stato di subordinazione. Che cosa sono infatti le posizioni anticlericali e laiche che si sentono sostenere, se non il perfetto complemento del (nuovo)discorso clericale, laddove in questa polarità è il termine più attivo, il secondo, ad essere in posizione gerarchicamente superiore? Tutto questo discorso ha. ricordiamocelo, un forte sapore retrò, e la prima cosa che segnala è la grande povertà intellettuale e simbolica in cui ci troviamo a vivere - ma se c'è una parte che elabora nuovi discorsi e nuove strategie è sicuramente quella, in senso largo, "clericale", non certo quella di sinistra o "laica", appiattita nella sua immaginaria autonomia.
L'uomo folle nietzscheano, nell'annunciare la "morte di Dio", ovvero l'esaurirsi della capacità di fare storia dell'idea di Dio, si lasciava contemporaneamente terrorizzare da un dubbio: "saremo all'altezza di una tale situazione?". Gli ex luogotenenti di Dio lo sono - i suoi uccisori, al momento, proprio no.
